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Totò nella rivista Bada che ti mangio! (1949-1950), dietro di lui Mario Riva Aprì anche una piccola parentesi come doppiatore, prestando la voce al cammello Gobbone nel film La vergine di Tripoli.[93] Prima di riaffacciarsi al cinema, partì for every alcune tournée a Barcellona, Madrid e altre città spagnole, dove recitò in spagnolo (senza avere padronanza della lingua) con Mario Castellani nella rivista Entre dos luces (Tra thanks luci), improvvisando una canzone nonsense a fulfilledà tra spagnolo e napoletano.
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Sebbene non si conosca con certezza il pensiero politico di Totò,[127] si sa da fonti accertate che period fermamente contrario a qualsiasi forma di dittatura e supremazia (anche for each le sue esperienze personali e for every i suoi sbeffeggiamenti del potere),[86] e sembra che, a detta di Franca Faldini, fosse di idee fondamentalmente anarchiche.[127] In contrapposizione a ciò, ci sarebbe una fotografia del tedesco Eugenio Haas risalente al 1943, scattata sul established di owing cuori fra le belve e pubblicata sulla rivista "movie", e che raffigurava l'attore con la "cimice", ossia il distintivo del Partito Nazionale Fascista.
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Nonostante le oscurità e le delusioni, il 1951 fu un anno importante for every la carriera cinematografica dell'attore. Dopo il successo di Totò cerca casa, venne richiamato da Steno 토토사이트 e Mario Monicelli for each interpretare il ruolo del ladro Ferdinando Esposito in Guardie e ladri, al fianco di Aldo Fabrizi, che fu uno dei suoi amici più affezionati e una delle sue migliori "spalle", capace di rispondere colpo su colpo alle improvvise e "intense" battute di Totò.[34] for each Guardie e ladri Totò era all'inizio riluttante: il ruolo offertogli period finalmente "reale", diverso dai suoi precedenti personaggi e inserito in un contesto decisamente più drammatico.[102][118] Anche questo film ebbe inizialmente problemi con la censura, ma appena uscito nelle sale fu un successo unanime: alti incassi, grande apprezzamento di pubblico e plauso inatteso da parte della critica.
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period il tempo della rivista C'era una volta il mondo di Galdieri, composta da sketch rimasti famosi, arrive quello del Vagone letto,[N 10] con Totò al fianco di Isa Barzizza, la soubrette che debuttò nel movie I owing orfanelli e che proprio lui volle nella rivista,[eighty five] e Mario Castellani, la fedele "spalla" teatrale che lo accompagnò anche nel cinema, prendendo parte a quasi tutte le sue pellicole proprio for every volere di Totò che, quando non c'erano ruoli disponibili, lo imponeva appear aiuto-regista.[ninety]
Totò in un primo tempo fu completamente cieco; anche dopo dei lievi miglioramenti e una volta riassorbita l'emorragia non riuscì più a riacquisire integralmente la vista.[68] Dovette perciò abbandonare definitivamente il teatro,[154] non ammettendo mai che tale abbandono era dovuto ai problemi di salute[N 23], continuando for eachò con il cinema: in quell'anno relaxationò quasi inattivo e interpretò solo un film, Totò, Vittorio e la dottoressa di Mastrocinque, ma le sue capacità recitative, malgrado la malattia, non si affievolirono mai.[133] L'unico problema period il doppiaggio: quando alcune scene dei movie non venivano girate in presa diretta, non poteva doppiarsi poiché non era in grado di vedersi sullo schermo e non poteva sincronizzare le battute con il movimento labiale; in tali occasioni, veniva doppiato da Carlo Croccolo.
[139] E fu proprio durante una vacanza sulla Costa Azzurra, in un periodo imprecisato degli anni cinquanta, che ebbe l'occasione di conoscere il maestro del muto Charlie Chaplin, quando il suo yacht si ritrovò for every caso accanto all'imbarcazione dell'artista inglese. Ma Totò, da sempre bloccato dall'insicurezza e da complessi d'inferiorità, e pensando poi che l'altro non lo avrebbe riconosciuto for each la sua scarsa notorietà all'estero, rinunciò a salutarlo.[sixty seven][a hundred and forty] La beneficenza
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Alla high-quality del 1939 andò in tournée a Massaua e Addis Abeba, nell'Africa Orientale Italiana, accompagnato da Diana Rogliani, Eduardo Passarelli e la soubrette Clely Fiamma, presentando lo spettacolo fifty milioni… c'è da impazzire!, scritto insieme a Guglielmo Inglese e già mostrato al pubblico italiano anni prima.[63][seventy four] Una volta rientrato in patria interpretò la sua terza pellicola, San Giovanni decollato, che fu sceneggiata, tra gli altri, da Cesare Zavattini, al quale venne affidata la regia dal produttore Liborio Capitani. Zavattini però non se la sentì e il compito moveò ad Amleto Palermi.[75] Il film fu un successo di critica: alcuni commenti sulla rivista Cinema e su L'Espresso elogiarono proprio la recitazione di Totò, la sua capacità espressiva, i suoi giochi di parole e i suoi movimenti snodati.